Colossus: il primo computer della storia

Il primo calcolatore logico programmabile fu messo a punto dagli inglesi durante la seconda guerra mondiale per decifrare i codici nazisti sviluppati dalla cifratrice Lorenz SZ 40/42 usata dagli stessi per proteggere la corrispondenza tra Adolf Hitler ed i suoi capi di stato maggiore. Il primo computer della storia non è stato, come molti pensano, l’ENIAC, costruito dagli americani nel 1946, ma un calcolatore a valvole denominato Colossus, concepito nel pieno dei combattimenti della Seconda Guerra Mondiale da un gruppo di matematici(tra i quali Alan Turing) e ingegneri inglesi con una missione precisa: decodificare le comunicazioni segrete tra Hitler e i suoi generali.

Realizzazione                                                                                                                          Il Colossus fu realizzato grazie alle esperienze avute con la Bomba, macchina usata negli anni 30 dai servizi segreti polacchi e successivamente da quelli inglesi.                               Il Colossus venne progettato dal matematico Max Newmann, basandosi sul concetto di macchina di Turing universale, e realizzato da Tommy Flowers La macchina, programmabile, comparava due flussi di dati effettuando operazioni booleane. Un flusso era il messaggio da decifrare, mentre il secondo era generato dalla macchina che cercava di individuare la chiave di codifica effettuando delle prove e confrontando i risultati. Se una simulazione dimostrava un grado di accuratezza superiore a una specificata soglia, il risultato veniva stampato tramite una macchina da scrivere elettrica. Così venivano decifrati circa 4000 messaggi tedeschi, italiani e giapponesi al giorno. Tale potenza di calcolo è comparabile a quella di un piccolo processore degli anni novanta.  

Il Colossus aveva una memoria volatile di appena 25 bit, ma la sua logica binaria era particolarmente adatta per decodificare i testi cifrati della macchina di Lorenz e riduceva i tempi da diverse settimane a pochi giorni, basti pensare che il contributo del “colosso” ha permesso di ridurre la durata della guerra di almeno due anni.

Ritornata la pace il computer fu smantellato e i relativi progetti bruciati per ordine dei servizi segreti britannici. A ricostruire Colossus è stato l’ingegnere Tony Sale che è riuscito nell’impresa avvalendosi soltanto di vecchie fotografie e di alcune testimonianze. Oggi il computer è esposto in un museo a lui appositamente dedicato. E’ formato da due armadi lunghi 6 metri e larghi 2.5. Il suo cervello è composto da 2500 valvole termoioniche.

2 pensieri su “Colossus: il primo computer della storia

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